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Un Buon Leader Comprende i Suoi Collaboratori

Un Buon Leader Comprende i Suoi Collaboratori

In un passato articolo abbiamo preso in esame la prima caratteristica della leadership, la competenza, ma già nelle parti conclusive dell’articolo avevamo accennato ad un’altra importante dote di un leader. Ricordate quando, parlando del bravo direttore commerciale (o comunque di un nostro valido collaboratore, e non pensate subito “..se ne avessi!”) dicevamo che per lui era importante “condividere e soprattutto relazionarsi con qualcuno per i progetti che decide di portare avanti”?

Ebbene, questo riuscire a condividere e relazionarsi con qualcuno è ciò che sta dietro alla comprensione, che, aggiunta alla competenza già citata, indica la caratteristica che più rappresenta un leader.

Leader e Comprensione

Comprendere qualcuno non è solo capire ciò che ha detto. Indubbiamente aver veramente ascoltato ciò che il nostro interlocutore ha da comunicare sarebbe già un grandissimo passo avanti; quante volte infatti, mentre qualcuno prova a raccontarci qualcosa o esprimerci un problema o un’idea, siamo fisicamente lì con lui ma mentalmente occupati da altre problematiche? O semplicemente pensiamo che lui voglia dirci “quella cosa” e così, dando per scontato tutto ciò che viene dopo le prime cinque o sei parole, lo interrompiamo con “si si, ho capito perfettamente cosa vuoi dire, adesso però…” e lo mandiamo da qualche altra parte?

Bene, come al solito, per comprendere bene, immaginiamo che qualcuno lo faccia a noi mentre cerchiamo di esprimere un qualunque concetto. Da fastidio e ci si sente frustrati! Ed invece come ci piacerebbe essere gestiti? Sicuramente, come prima cosa, vorremmo avere la possibilità di comunicare veramente con il nostro capo, poter veramente dire ciò che pensiamo, ragionare insieme e tirar fuori le soluzioni, insomma, per poter comprendere il suo responsabile, direttore, commesso o chi per lui, un capo deve aver la capacità di comunicare con lui e con chiunque si interfacci con l’area che gestisce (dove per comunicare non intendiamo che il capo parla e gli altri ascoltano, ma che la comunicazione è libera in entrambi i sensi, e ovviamente completa di ascolto!). Ma la comprensione non si limita a questo.

Mister Hubbard lega la comunicazione ad altri due fattori fondamentali che la completano per renderla vera comprensione: un leader deve infatti provare affinità per le persone che gestisce e avere realtà, ossia vedere le cose e le persone con le caratteristiche che realmente hanno e non interpretarle secondo il proprio punto di vista analizzandone solo qualche aspetto, per le circostanze in cui opera.

Fattori Interconnessi

Vediamo di capire meglio questo concetto. Prendiamo ad esempio sempre il nostro bravo direttore commerciale. Il suo capo, come prima cosa, deve aver piacere a stare con lui (affinità), diciamo che gli deve “voler bene”, essere disposto a stare con lui nella stessa stanza, accanto a lui pronto ad ascoltarlo. L’affinità ha molto a che vedere con la distanza che sussiste tra due persone o cose; avete presente quando siete arrabbiati con qualcuno? Bene, lo volete lontano da voi e lo volete respingere, quella è mancanza di affinità. Al contrario con vostro figlio vorreste abbracciarlo fino a stritolarlo, quella è grande affinità! Non voglio dire che dobbiamo abbracciare il nostro direttore commerciale, ma sicuramente deve esserci quel piacere a stargli accanto, piacere che deriva dal fatto di avere diversi punti di accordo con lui. E qui entriamo nel reame della “realtà”. Per avere realtà con qualcuno o qualcosa dobbiamo avere “lo stesso punto di vista”, o meglio essere d’accordo con lui su qualcosa. Realtà è strettamente collegata con il concordare su qualcosa. Ad esempio se siete d’accordo con il progetto che ha fatto, avrete una realtà in comune, al contrario se semplicemente non condividete il suo modo di parlare o di scrivere, beh, sarete in disaccordo e non avrete realtà con lui. Con questo non intendiamo assolutamente che si debba accettare tutto di tutti, ma ci si deve allenare a vedere quali sono i punti con cui si può concordare di qualcuno; lavorando su quelli, magicamente, aumenta il nostro piacere ad essere vicino a quella persona e, infine, la comunicazione esiste ed è efficace, proprio perché parte da punti di accordo.

Se avete litigato con vostra moglie (o vostro marito), invece di continuare a cercare di aver ragione su quel disaccordo, o mandare giù il rospo, provate a ricominciare da punti su cui siete d’accordo. Comunicando su questi ci si riavvicina un po’, trovandone altri e continuando a comunicare ci si avvicina ancora, realtà, comunicazione ed affinità stanno aumentando, e la conseguenza è che aumenta le comprensione, composta proprio da queste tre caratteristiche. Se continuate su questo passo avrete un tale livello di accordo ed affinità che sarà possibile affrontare quel tema, su cui precedentemente si era scatenata la litigata, e risolverlo con una semplicità e serenità assolutamente inaspettate!

Quindi, riassumendo, un buon leader deve essere competente e deve essere disposto a comprendere, e quindi provare affinità, comunicare ed avere realtà in comune, con le persone ed aree che deve gestire. Ricordatevi, affinità, realtà e comunicazione sono interdipendenti e indissolubilmente collegate tra loro; non potrete mai comprendere qualcuno se tutte e tre non sussistono!

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