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Selezione del Personale: Il Primo Passo Per Creare Un Team Vincente

Selezione del Personale: Il Primo Passo Per Creare Un Team Vincente

Avete mai pensato che mentre fate selezione del personale per la vostra azienda in realtà state facendo il primo passo verso la creazione di un team vincente. Ma perché?

Quotidianamente ci troviamo a relazionarci con centinaia di persone, nostri collaboratori, clienti o uomini e donne qualunque, che incontriamo per strada, in banca o al supermercato.

Spesso, sicuri della nostra esperienza e di come ci comporteremmo noi stessi, siamo pieni di aspettative relative ad atteggiamenti, modi di fare e di relazionarsi, ed altrettanto spesso possiamo rimanere delusi di quanto accade.
Quante liti, mal comprensioni e difficoltà derivano dal non essersi capiti?

Meglio non rispondere a questa domanda (sarebbe retorica) ma analizzare il problema.

Come mai, quando do un compito al mio “collaboratore preferito” riesce ad eseguirlo al meglio, nonostante i suoi mille impegni, e invece, se sperimento con l’altro, col quale non ho mai veramente legato, non ottengo lo stesso? Eppure ambedue tecnicamente sono preparati, da curriculum vitae a volte “l’altro” dovrebbe essere più bravo…

Molte scuole di pensiero ci fanno riflettere sul fatto che dipende da noi, che il nostro modo di porci e gestire la persona influenza tutto, che la comunicazione non verbale condiziona la comprensione, ed altro. Sono riflessioni assolutamente vere, niente da dire, ma c’è un qualcos’altro che non viene osservato: sicuramente se devo preparare una sala per un meeting cercherò di dare il meglio per rispondere alle esigenze del cliente, ma di che qualità sono le mie sedie, i miei tavoli e le altre attrezzature?

Mi spiego meglio, qual è la “qualità” del mio interlocutore? E non parlo qui di qualità tecnica, ma proprio di quella sorta di “forza che lo spinge a superare in maniera costruttiva gli ostacoli che la vita ed il lavoro gli propone”. Quanta “energia vitale” ha quella persona?

Mi direte che non ci riguarda, sono cose personali… eppure quello è il primo, assoluto elemento da prendere in considerazione quando ci si relaziona con una persona per qualunque scopo, a maggior ragione quando si fa selezione del personale.

Ho bisogno di sistemare la reception, ordinare gli arrivi e preparare le partenze… quando c’è “Giorgio” le cose vanno per il meglio, mentre con “Marco” sorgono spesso problemi. Non è una questione di preparazione tecnica (certo, non voglio qui dire che una persona che non abbia istruzione sul suo compito vada benissimo, ma sicuramente, se molto”viva” impiegherà pochissimo ad impararlo e lo farà al meglio in breve!) ma di come si affrontano le difficoltà quotidiane.

Ci sono persone che mettono a disposizione la loro capacità di percepire e risolvere problematiche in toto, altre che ne utilizzano solo una parte, è come decidere di andare in macchina con una persona solo parzialmente lì presente per guidare… lo fareste?

Io non affiderei la mia vita a qualcuno così, eppure, costretti dall’ignoranza e dall’urgenza, molto spesso lo facciamo nelle nostre faccende quotidiane “sperando” che le cose vadano bene. Come uscirne? Beh, il più semplice consiglio è imparare ad osservare chi abbiamo di fronte, e parlo di osservare veramente, non pensare di vedere, altrimenti cadiamo anche noi nella trappola di chi usa la sua “energia” solo parzialmente!

Perché solo chi è in grado di vedere cosa lo circonda può affrontarlo con efficacia. Chi si perde in “penso che sia così” – perché è la sua idea e non ciò che osserva – rischia di trovare molte soluzioni teoricamente efficaci ma che poi tendono a scontrarsi con la realtà dei fatti (e quello è un indicatore del livello di “energia” della persona).

Esistono moltissimi altri indicatori in grado di darci la risposta su quanta “carica” abbia quella persona, e vengono tutti trattati ampiamente da L. R. Hubbard nel suo approccio non psicologico alla gestione di successo del personale in azienda. Un altro esempio potrebbe riguardare come parla (non intendo se usa il dialetto o un perfetto italiano!) ma quali sono i soggetti preferiti… normalmente ama discutere di cose belle e creative o preferisce parlare dell’ultimo scandalo? Ci racconta le “ultime notizie” del TG o ci porta l’idea di qualche iniziativa migliorativa?

Fateci caso (ho citato solo due esempi ed una completa e corretta valutazione si ha intrecciando tre o più di questi parametri, ma già abbiamo indicatori molto interessanti). Altro punto potrebbe essere “come reagisce di fronte ad un problema”? Si agita o si interessa, si impaurisce o si annoia? Vien da sè che se si agita, si impaurisce o si blocca… ha poca energia, al contrario la persona normalmente usa un atteggiamento sinceramente interessato è carica di capacità di far fronte al suo lavoro e non solo.

Per farci un po’ di pubblicità e darvi qualche soluzione in più ci fa piacere informarvi che l’abc di questo soggetto lo trattiamo in uno dei nostri seminari e, se avete piacere, potete consultare il nostro sito per verificare quale data può farvi comodo, ma mi permetto un ultimo consiglio, per ora, circondiamoci di persone vive, è molto più facile gestirle e formarle, sono pronte a ricevere e ci faranno avere molti meno fallimenti!

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